Stabat Mater di Gioacchino Rossini

Maggio 15, 2019
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MESSA DA REQUIEM DI GIUSEPPE VERDI
Novembre 3, 2017
 

Progetto ideato e prodotto dall’Associazione Culturale Messa in Musica per ANT

15 maggio 2019
ore 20,30


Auditorium Teatro Manzoni, Bologna

L'Associazione Culturale
MESSA IN MUSICA presenta

A sostegno ANT

Stabat Mater di Gioacchino Rossini

Soprano: Roberta Pozzer

Mezzo Soprano: Lucia Viviani

Tenore: Raffaele Giordani

Basso: Luca Gallo

Orchestra della Cappella musicale della Basilica di San Francesco - Ravenna

Lavoro tra i più amati del grande pesarese – tanto che taluni lo ritengono il suo autentico capolavoro.

Posto a mezza via tra l’opera e la musica sacra, Lo Stabat Mater ricalca, nella scrittura vocale e nella raffinata orchestrazione, lo stile operistico del Rossini più maturo. Per questo motivo l’opera fu ritenuta di carattere troppo profano. Alcuni brani come il Cujus animam gementem e l’Inflammatus appaiono più adatti a una sala teatrale che alla navata di una chiesa.

I testi dello Stabat Mater, sono attribuiti a Jacopone Da Todi, uno dei maggiori poeti italiani prima di Dante.

Nel 1832 un ricco prelato spagnolo don Manuel Fernandez Varela, desideroso di possedere un manoscritto di Rossini pregò il musicista di scrivere un'opera per lui dietro lauta ricompensa. Rossini dopo una certa riluttanza iniziale lo accontentò, ma dopo i primi 6 pezzi fermandosi al quartetto dei soli, diede l’incarico a Giovanni Tadolini compositore bolognese, di completare i rimanenti 6 pezzi.

Dieci anni dopo, deceduto il cardinale, Rossini riprese la scrittura dello Stabat musicando la rimanente opera e riducendo i 6 pezzi musicati da Tadolini a 4. La prima esecuzione del definitivo Stabat avvenne alla sala Ventadour di Parigi nel 1842. In Italia invece venne rappresentato per la prima volta a Bologna e lo stesso autore chiese che il suo Stabat venisse diretto dal grande Gaetano Donizetti.

Questa opera nei suoi 10 brani esprime il dolore ma contemporaneamente la pace, la sofferenza ma anche la speranza, sicuramente lo strazio infinito ma anche un amore ineffabile scolpito sul volto di una Madre impietrita dal dolore che abbraccia il corpo del proprio figlio morto ai piedi della croce.